Il professore di Microbiologia dell’Università di Padova, Andrea Crisanti, non solo sulle mascherine ha cambiato idea. Anche sui vaccini e sulla sicurezza dei luoghi dei lavori, per lui gli insegnanti no vax vanno trattati diversamente.
Ma partiamo dal principio. A La Verità ha affermato: “Dal punto di vista epidemiologico è una scelta inutile. Bisogna chiedersi se questa misura abbia un impatto e di quale entità. Io ritengo che sia trascurabile”. Poi ha aggiunto: “Non è una misura basata su un dato statistico. Le mascherine a scuola possono avere il fine di proteggere il personale scolastico, ma i ragazzi si muovono, stanno nei corridoi, si mischiano. Le mascherine non proteggono i ragazzi che appena usciti da scuola se la levano. L’impatto è praticamente nulla. Il problema, però, sorge, in presenza di persone fragili”.
E’ però sulla questione dei docenti no vax che ha stupito di più la sua dichiarazione: “Assurdo vietare a loro di insegnare”. Già recentemente si era scagliato contro il ‘puzzle’ di vaccini con mix tra farmaci diversi, che non consentiva secondo lui di avere dati sulla protezione dei vaccinati. “E’ stata creata una follia” disse ad Agorà, con “48 regimi di immunizzazione: una cosa mai vista”.
Ma no, non è diventato un no vax il professore, ha solo chiaro che un sistema di vaccinazione siffatto non è sostenibile a lungo termine. E come ha già avuto modo di dire riconosce che il nostro fisico non sia tarato per subire quattro vaccinazioni ogni anno: “I vaccini ci hanno salvato e dobbiamo utilizzarli ma hanno dei limiti e il riconoscimento dei limiti pone l’esigenza di svilupparne una nuova classe”.
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