La festa della Repubblica italiana dovrebbe essere la celebrazione della democrazia e della libertà, in un tempo in cui la democrazia è in crisi. La gravità dei problemi da affrontare trova sempre più difficile soluzione, perché la politica opera sul contingente e nel breve termine e non su una visione di lungo periodo che possa garantire benefici duraturi per i cittadini e per i Paesi.
Il sistema politico italiano è degenerato fin dai tempi della Prima Repubblica, a cui è seguita la personalizzazione della politica basata sui partiti di plastica, sui congressi karaoke e su falsi problemi. Ci siamo trovati nella Terza Repubblica con una situazione deflagrata in campo finanziario economico e sociale, con in più il fenomeno non governato dell’immigrazione. Non c’è visione condivisa di società fondata su valori etici morali e civili né del loro sviluppo. C’è invece opacità del sistema dei partiti che tuttora sono associazioni private. Siamo passati dalla rappresentanza alla rappresentazione, amplificata da annunci iper-semplificati sui social da parte della politica. Manca il passaggio da suddito a cittadino, che avviene attraverso l’educazione alla democrazia.
Premesso che la politica richiede preparazione, dedizione, competenze e capacità, che non sono improvvisabili, occorre ricostituire un tessuto, distrutto dalla società individualizzante, fatto di associazioni, realtà territoriali, luoghi di incontro, discussione, confronto e condivisione. Per queste ragioni il nostro centro studi è sorto, come luogo di analisi, di elaborazione, di discussione, di proposta, di sintesi.
C’è bisogno di una politica più garbata e meno violenta, ma anche di una domanda di politica più vicina ai cittadini, partecipata, e consapevole del senso del bene comune tanto caro ai filosofi dell’antica Grecia, che però dopo 2500 anni, quel senso di bene comune ha difficoltà ad affermarsi come categoria politica e civile. C’è bisogno di una democrazia fondata sulla ragione e sul cuore in perfetta alchimia, perché è di esseri umani che si parla e non di oggetti di analisi. Non bastano discorsi di occasione. Come si fa a pensare al tutto che trascende e rafforza l’individuo e la sua libertà se viviamo nella società della solitudine?
Le Frecce tricolori che passano sul nostro Paese emozionandoci e abbracciando quell’ “essere tutti più soli” siano stimolo a rendere concreti gli ideali, i valori e i principi dell’unità e della libertà, della dignità della persona umana e della giustizia. C’è lavoro per tutti, c’è lavoro per realizzare la politica come bene.
Nina Chiari, Centro Studi Leone XIII.
